OMICIDI AL MADISON SQUARE PARK di C.S. Poe: “New York ha quasi quattrocento anni. Sono un sacco di omicidi”

Il libro sulla mensola di questa settima è OMICIDI AL MADISON SQUARE PARK (Memento Mori serie libro 1) di C.S. Poe, edito da Quixote Edizioni. Una crime story che riguarda i casi irrisolti (cold case) e due detective molto particolari: uno, Everett Larkin, sopranominato Tristo, come il Tristo Mietitore, ha un Rolodex mentale costantemente alla ricerca di collegamenti e di ricordi, “un incubo nevrotico, a malapena funzionante”. L’altro, Ira Doyle, è un artista forense, in grado con le sue abilità di dare un volto a resti dimenticati “Posso ridare a quello sconosciuto la sua identità, così che qualcuno possa ricordarsi di lui.”

Le Regole di Doyle per Larkin sono semplici:

  1. Regola numero uno: non lasciarmi da solo a gestire un appassionato di doppia penetrazione che mi fissa il culo con occhi spalancati mentre cerca di darmi il suo numero con voce cantilenante, neanche stesse facendo un’audizione per il personaggio di Meryl Streep in Mamma Mia.
  2. Regola numero due: se si può evitare di avere fame, evitiamolo.
  3. Regola numero tre: quando siamo sul campo insieme: l’amore e il sesso possono essere usati solo a fin di bene.

Incipit

Trama

Everett Larkin lavora per la squadra Casi Irrisolti: un gruppo di detective d’élite, per quanto a corto di personale e sovraccarico di lavoro, che risolve le morti dimenticate di New York. Larkin è diverso dagli altri, ma le sue abilità deduttive sono senza paragone e la sua memoria per i minimi dettagli è impareggiabile.
Quando una tempesta primaverile sradica un albero nel Madison Square Park, dissotterrando una cassa con resti umani al suo interno, il miglior detective dei Casi Irrisolti viene assegnato al caso. E quando una maschera mortuaria, di quelle diffuse in epoca vittoriana, viene ritrovata insieme al corpo, Larkin chiede assistenza all’unità Artisti Forensi e la riceve nella persona del detective Ira Doyle, suo completo opposto in tutto e per tutto. La loro partnership non inizia nel modo migliore ma l’empatia di Doyle riesce a far colpo su Larkin, offrendogli supporto e stabilità.

Con solo una maschera mortuaria e un melo selvatico, piantato il 2 aprile 1998, come unici indizi a loro disposizione, riusciranno Larkin e Doyle a risolvere il caso aperto da ben ventidue anni?

I detective Everett Larkin e Ira Doyle in Omicidi al Medison Square Park. Immagine generata tramite AI.
I detective Everett Larkin e Ira Doyle in Omicidi al Medison Square Park. Immagine generata tramite AI.

Personaggi principali

  • Ruolo: Detective della squadra Cold Case di New York, ex omicidi, ora specializzato nella risoluzione di casi irrisolti.
  • Caratteristiche: Affetto da ipertimesia, ha una memoria eccezionale che gli consente di ricordare dettagli minuziosi, ma la sua memoria a breve termine è piuttosto compromessa. La sua condizione lo rende un investigatore unico, ma comporta anche sfide emotive significative, una certa rudezza nei propri atteggiamenti che non lo rendono esattamente popolare nel lavoro (i suoi colleghi lo hanno sopranominato Tristo, come il Tristo Mietitore) che nella vita personale (litigi e incomprensioni stanno mandando a rotoli il suo matrimonio)
  • Ruolo: Artista forense e partner di Larkin nell’indagine.
  • Caratteristiche: Descritto come il completo opposto di Larkin, Doyle è pragmatico e razionale. La sua empatia e comprensione si rivelano fondamentali nel corso delle indagini, e il suo flirtare con Larkin aggiunge una dimensione personale alla loro interazione. Anche lui ha il suo fardello da portare alle spalle, ma al contrario di Larkin che sta ancora lottando per un equilibrio, Doyle sembra essere riuscito a trovarlo.

Giudizio

I personaggi sono ben delineati, la drammaticità e precarietà della vita di Larkin è ben descritta, si riesce perfino a sentire il rumore del Rolodex che gli gira in testa e che, in tutta onestà, servirebbe anche a me per ricordare tutti gli eventi che accadono, perchè ne accadono tanti.

La trama è incalzante, si susseguono eventi su eventi, e anche se i cold case non devono preoccuparsi di risolvere tutto entro le prime quarantotto ore, il romanzo ricopre un arco temporale piuttosto breve, circa una settimana in base ai miei calcoli.

Il libro è scritto abbastanza bene, a volte, però, mi è risultato difficile capire che cosa la scrittrice volesse dire in alcuni passaggi, non mi è sembrato di facile lettura.

È il primo libro della serie “Memento Mori “ con protagonisti Larkin e Doyle, molte cose saranno sicuramente approfondite nei prossimi volumi, compreso l’autore del misterioso biglietto consegnato in ospedale a Larkin.

Quindi sì, mi è piaciuto e vale la pena leggerlo. OMICIDI AL MADISON SQUARE PARK Consigliato!

Citazioni preferite

Curiosità

Memento Mori che cosa vuo dire? La frase latina memento mori, che significa letteralmente “ricordati che devi morire”, ha origini risalenti all’antica Roma. Era usanza che quando un generale trionfante sfilava per le strade ricevendo gli onori della folla, qualcuno alle sue spalle gli sussurrasse memento mori per ricordargli che, nonostante i successi, era pur sempre un essere umano destinato a morire. Questo concetto di ricordare la caducità della vita e la vanità delle ambizioni umane è centrale anche in OMICIDI AL MADISON SQUARE PARK . Il detective Everett Larkin, affetto da ipertimesia, è costantemente bombardato dai ricordi del suo passato, un memento mori vivente che lo costringe a confrontarsi con la fragilità dell’esistenza. Allo stesso modo, l’indagine che conduce insieme al partner Ira Doyle li porta a scavare nel passato di vittime e sospettati, rivelando come anche i crimini più efferati siano in fondo il risultato di questa consapevolezza della morte che accomuna tutti gli esseri umani.

Sono stata molto contenta di incontrare un vecchio amico, il detective della scientifica Neil Millet, già visto in precedenza nella serie “Snow & Winter”, serie crime e M/M sempre della stessa autrice e sempre ambientata a New York, che consiglio di leggere. Trovate tutto su Amazon.

La scrittrice: C.S. Poe è un’autrice di gialli, romanzi e narrativa gay. È stata finalista al Lambda Literary e due volte al premio EPIC, nonché vincitrice del FAPA, del premio Indie e di due premi e-Lit. Risiede a New York City, ma in passato ha chiamato casa anche Key West e Ibaraki, in Giappone. Ama le opere d’arte del Romanticismo, la New York della Gilded Age, i film di Buster Keaton, il caffè al mattino e il whisky alla sera, il true crime e i gatti. Ha salvato due gatti: Milo e Kasper fanno del loro meglio per distrarla dal lavoro ogni giorno. C.S. è diplomata alla School of Visual Arts. Potete trovare altre informazioni su di lei e sui suoi libri sul suo sitoweb, ed è molto attiva sui social network.

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